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Patti: medico positivo al corona virus, ma nessuno lo comunica

Oggi più che mai, assistiamo alle ripetute raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie per ridurre l’esposizione e la trasmissione del covid-19 atte a proteggersi da questo terribile nemico invisibile.

Come procedura da attuare per contribuire a proteggere la società, vi è anche quella del distanziamento sociale: non bisogna abbracciarsi e stringersi la mano, riducendo al minimo i contatti personali. E sicuramente, la paura che ha generato il corona virus, specie nella psiche delle persone, è spaventosa. Ma ciò che preoccupa di più, sono le notizie “reali” che non vengono rese note alla popolazione, riguardo quelle persone che ricoprono dei ruoli importanti nella vita sociale e che purtroppo sono state contagiate. 

Infatti, da oltre una settimana in tutte le strutture sanitarie e amministrative della città di Patti, è giunta la notizia (ufficiosamente) che un medico che presta servizio al poliambulatorio del distretto sanitario di Patti (Ex Inam), è risultato positivo al tampone effettuato a Messina e, asintomatico, è stato posto in isolamento. Ma da parte degli esponenti della sanità pubblica locale e provinciale, quali enti preposti sulla salute dei cittadini, nessuna notizia è trapelata.

Da qui, la preoccupazione manifestata “giustamente” da parte degli altri medici e del personale sanitario che svolgono il proprio lavoro nel poliambulatorio pattese e, dei pazienti che hanno avuto dei contatti con il professionista.

Anche perché, l’operatore sanitario svolgeva la sua attività oltre che a Patti, in diverse strutture della provincia e nel suo studio privato.

A quanto pare, però, nei giorni scorsi sono stati effettuati quasi tutti i tampone ai circa 40 dipendenti presenti nella struttura pattese, e gli esiti dei tamponi che sono arrivati oggi, per fortuna sono risultati tutti negativi.

E anche se dall’interno dell’edificio di via Cattaneo continuano a rassicurare che l’episodio è isolato e la situazione è sotto controllo (sempre in via ufficiosa), la preoccupazione non manca tra le persone all’interno della comunità.

Noi di Senzapatti abbiamo più volte cercato di metterci in contatto con i vertici dell’Asp 5, ma senza riuscirci.

Forse sarebbe opportuno che chi di competenza, in questo momento particolarmente difficile, dove nulla deve essere scontato o celato, sia più trasparente del solito e racconti la verità ai propri concittadini, per tutelarli ed evitare ogni sospetto. Perché chi è entrato in contatto con il medico, inconsapevolmente possa aver contratto a sua volta il virus e, di conseguenza, propagarlo.

Gipa

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